Da Sistiana, tra natura selvaggia e porticcioli caratteristici.
Da qui in poi si ritrova uno dei tratti di costa ancora più intatti e vergini della Costiera, sormontato dalla torre piezometrica dell’acquedotto di Trieste, costruita nel 1929, nei cui paraggi vi si possono ammirare le rovine di una dimora patrizia romana edificata in posizione davvero invidiabile.
Le rovine dei vetusti moli per l’ormeggio delle navi da trasporto e le colture dei mitili, costituite dalle catenarie sospese a vistosi galleggianti colorati, contraddistinguono il paesaggio di questo tratto di mare che, da qui a breve, condurrà alla località delle “Ginestre”, immediatamente individuabile per la presenza di un gigantesco ex-albergo a picco sul mare, oggi adibito a condominio d’abitazioni private.
Immediatamente confinante con la zona della Ginestre, troviamo la località di Canovella dè Zoppoli, porticciolo che deve il suo nome alle imbarcazioni monossili di impostazione primitiva, ricavate direttamente da un tronco d’albero, utilizzate per secoli dai pescatori dell’altipiano carsico e diffuse in tutto l’alto Adriatico, di cui permangono ancora alcune testimonianze, una di queste presso l’associazione dei casoneri della Quarantia.
Una serie di rovine romane testimonia l’attività dell’approdo già in tempi remoti e la zona è oggi raggiungibile, in alternativa al mare, unicamente a piedi lungo un viottolo gradinato che ricalca il tratto terminale del Sentiero dei Pescatori che, dall’abitato di Aurisina sul ciglione carsico traduceva sino al porticciolo di Canovella. Tale Sentiero è tutt’oggi ben conservato e curato ed è incrociato dalla Strada Costiera.
Tale Strada fu inaugurata nel 1928 ed è una delle strade più panoramiche al mondo, inserita in una rigogliosa vegetazione mediterranea e sovrastante la linea di costa anche da altezze ragguardevoli, con una vista che davvero permette di spaziare su un panorama memorabile.
Il paese di Aurisina nasce come borgo moderno nel XIX secolo, sull’impulso della costruzione della ferrovia ‘Meridionale’ e della prossima cava di marmo da cui si ricava tutt’oggi un calcare purissimo e particolarmente bianco, apprezzato come si diceva già dall’epoca romana.
I blocchi di pietra ivi cavati erano fatti scivolare verso il mare attraverso una galleria inclinata sotterranea, di cui a oggi si son perse le tracce.
Sul ciglione carsico, proprio attraverso queste zone, si snoda il ‘sentiero Kugy’, intitolato al noto alpinista e scrittore Goriziano Julius Kugy,cantore delle Alpi Giulie che scrisse il memorabile Fünf Jahrhunderte Triglav (Tricorno, cento anni di storia) .
Tale sentiero collega le otto vedette del carso partendo da Aurisina per giungere, tramite il raccordo con altri sentieri, a San Dorligo della Valle, estremo confine orientale della provincia di Trieste.














