I Castelli di Duino: vedute oniriche a picco sul mare.
Proseguendo lungo la costa, poco dopo si dischiude la piccola baia di Duino, con il suo caratteristico porticciolo protetto da una scogliera frangiflutti, frequentata meta di pescatori e bagnanti.
Immediatamente collegato con la zona del porticciolo, su uno sperone roccioso sorge il cosiddetto Castello Vecchio di Duino, i cui ruderi rimandano al decimo secolo e di cui i primi documenti disponibili, datati attorno al 1200, attestano la sottoposizione al marchese d’Istria e, successivamente, a un vassallo del Patriarca di Aquileia. Fu edificato come vedetta per i trasporti ed i commerci del porto del Timavo, oggi scomparso.
Legata a questo luogo v’è una leggenda: quella della Dama Bianca.
Tale leggenda vuole che la Dama, vittima della gelosia del marito, fosse gettata in mare da uno scoglio situato subito sotto il castello e che ora vegli ogni notte in una camera dove si trovava la culla della sua piccola figlioletta, per tornare poi all’alba nella roccia. Il masso della leggenda tuttora facilmente riconoscibile dal mare.
Una pittoresca piccola baia, impreziosita da piante d’agave, suddivide l’austera rupe del castello vecchio dallo scoglio di Dante, rifugio ideale per i nidiacei di gabbiano.
Su un’atra rupe strapiombante, di rimpetto al Castello Vecchio, si erge il Castello Nuovo, costruito dai Walsee, agli inizi del 1400, dopo l’abbandono del castello vecchio.
Stretto attorno ad un’imponente torre a pianta quadra, alta una ventina di metri, sempre stata ritenuta di epoca romana, ma più probabilmente eretta nell’alto medioevo, è ora di proprietà della casata dei Turn und Taxis -un cui ramo tuttora lo abita- inventori del moderno sistema postale.
Nei secoli il castello ha subito varie ristrutturazioni a seguito di eventi bellici ed è stato pesantemente danneggiato dopo la Grande Guerra, quando fu oggetto dei bombardamenti delle artiglierie italiane, trovandosi sulla linea del fronte tra Regno d’Italia e Impero Austro-Ungarico.
Nonostante ciò, il suo aspetto è particolarmente fedele all’architettura originale grazie ad un accorto restauro eseguito negli anni ’20.
Nel corso della sua storia plurisecolare ha ospitato numerose personalità di spicco in campo artistico, tra le quali si distingue il poeta ermetico Rainer Maria Rilke, che ivi compose le sue Duineser Elegien, ultimate nel ’22.
Ai piedi di questo stupendo maniero a picco sul mare, troviamo una stupenda spiaggia di sassi, cosiddetta ‘del principe’, ove una tappa è obbligatoria, sia per un bagno che per qualche foto, vista l’amenità del luogo e la sua relativa tranquillità.














