L’incanto della baia di Sistiana

Poco oltre si dischiude agli occhi l’ampio abbraccio della Baia di Sistiana, delimitata dagli ultimi faraglioni delle falesie di Duino e dall’area della cava, che in questo periodo sta subendo profonde modifiche per via di un progetto urbanistico su essa insistente che pre

Il sistema delle cave di Aurisina ha per secoli fornito la rinomata pietra bianca che è stata utilizzata, sin dai tempi dei Romani, nella costruzione di numerosi palazzi. Tra questi, il Castello di Miramare stesso.

Dal mare sono visibili ancora oggi gli scivoli che hanno sostituito i manufatti romani rivestiti di piombo che trasportavano la pietra dalle cave, occultate dal ciglione carsico, ai pontili ove era caricata sulle navi.

Nel 1944 la base di Sisatiana accolse la base tedesca della ‘Kleinkampfmittel Flottille 411’ con dei sottomarini tascabili Molch (Tritone), uno dei quali riposa a circa 15 metri di profondità adagiato su un fondale sabbioso, caratteristica meta per sub ed appassionati.

Molte leggende sono sorte attorno a questa base, in particolare dell’esistenza di accessi sottomarini che consentivano di ricoverare i Molch in hangar sotterranei siti nella scogliera.
A lungo è stata esplorata la parete rocciosa tra Sistiana e Duino senza trovar traccia né dei collegamenti, né di frane che avrebbero potuto ostruirli.

Un esemplare di questa serie di sottomarini, sfortunata per via delle insufficienti caratteristiche costruttive e offensive che la contraddistinsero, è visibile presso il Museo de Enriquez a Trieste.

Ma Sistiana, oltre alle sue particolarità paesaggistiche e turistiche, ospita uno dei più antichi circoli nautici italiani, la Società Nautica Pietas Julia. Fondata nell’agosto del 1886 a Pola, di cui riprende il nome latino, si è da subito contraddistinta negli sport della voga e della vela ed ha forgiato nel suo periodo aureo dal ’26 al ‘46, soprattutto nelle specialità remiere, atleti di grandissimo valore.

Sciolta d’ufficio in quel di Pola in corrispondenza della Grande Guerra, per la sua connotazione filo italiana invisa alle autorità austriache e rinata al termine del conflitto, dopo la Seconda Guerra seguirà le sorti di tanti conterranei, raggiungendo dapprima Trieste e poi stabilendosi nel golfo di Panzano e infine, negli anni ’60, nella baia di Sistiana.

Quest’incantevole baia è stata per lungo tempo favorita meta dell’aristocrazia austroungarica sino da fine ’800, come testimoniano le rovine dell’ elegante albergo che oggi giacciono seminascoste da una rigogliosa vegetazione spontanea.

Il nuovo complesso portuale e residenziale di Portopiccolo rappresenta il futuro di quest’area che, grazie a questo tipo d’intervento che sta trasformando una vecchia cava d’inerti in disuso in un resort da quasi 400 unità residenziali, prossimamente tornerà ad essere un riferimento nella ricettività turistica dell’ alto Adriatico.

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